Giocare a Gta con Baudelaire

Giocare a Gta con Baudelaire

Su «IL» del «Sole 24 Ore» ho scritto di flânerie virtuali e di memoria mnestica segnata da un vecchio gioco per Amiga, di Baudelaire (volevo assolutamente citare il suo verso, uno dei a me più cari: «la forma di una città / cambia più veloce di un cuore») e riviste dedicate a una sola via, di Gta e Remoria di Valerio Mattioli, di quanto ci piace credere di fare della nostra vita un centro gentrificato, creativo, senza merda e povertà e bollette e debiti, instagrammabile post-industrial mentre siamo sempre più dentro una grande borgatosfera dell’anima e dei corpi.

Tempo fa fui attraversato da una piccola scossa di meraviglia e angoscia quando mi accorsi di riconoscere una città in cui non ero mai stato. Com’era possibile che quel certo panorama, in particolare un angolo di strada intorno alla Cattedrale del Santissimo Sacramento di Detroit, avesse qualcosa di familiare, come poteva quell’anonima strada accendere in me le luci incerte del riconoscimento? Dopo un po’ di resistenza interiore, dovetti ammettere che quel panorama l’avevo riconosciuto da un videogioco su cui passavo le ore da bambino: si percorrevano le strade di Detroit in pattuglia e nella scarnissima grafica 3D di quei tempi la Cattedrale era uno dei pochi edifici riconoscibili e non un astrattissimo parallelepipedo grigio.

I tedeschi lo chiamano Fernweh, il desiderio ardente di luoghi lontani: chissà se hanno una parola anche per indicare il desiderio ardente di luoghi virtuali. Servirebbe per indicare il sentimento che fa restare svegli la notte a percorrere su Google Maps e Google Street View i vicoli che conducono al porto di Osaka; o che rende irrequieti tutti i flâneur videoludici che, come me, battono le strade dello Stato di San Andreas, l’equivalente della California in Grand Theft Auto V, non per competere con altri giocatori, o per assecondare la storia immaginata dai designer, ma per esplorare gli anfratti di città immaginarie e possibili allo stesso tempo, scattare fotografie, bighellonare, forse sognare.

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